Gli animali chakra
di Simona
Cuore
Mi appare uno struzzo nella savana, dapprima non ha voce, al posto suo parla una voce potente, maschile, che proviene da un luogo buio da cui spuntano solo 2 occhi gialli. Questa presenza sovrasta lo struzzo e vuole parlare al posto suo e mi è chiaro che è quella che io chiamo la mia coscienza. Ma presto lo struzzo ha voce e dice di lasciarmi andare, di ascoltarmi e che non è più tempo di forzarmi ad agire. Posso seguire i ritmi che le circostanze mi suggeriscono più giusti. Mi porta al momento della mia infanzia in cui mi sono sentita molto sola, quando per 3 giorni ho pensato che sarei morta nell’indifferenza di tutti quelli che mi stavano vicino. In realtà ero già forte e indipendente allora. Penso che non dovrò più correre durante le mie giornate ma lasciare che il cuore mi guidi. Laggiù c’è calore, c’è un animale forte, con una buona vista, resistenza e buone gambe che lo possono portare dove desidera andare.
Gola
Dalla mia gola esce un animale che sembra un serpente, non riesco a distinguerne il volto, porta un collare magico intorno alla gola e sotto ha un corpo filiforme, senza arti, appena distinguibile, come evanescente. Mi vengono mostrate scene di vite passate in cui la mia voce è stata usata per incitare eserciti, recitare i canti di uno sciamano, spiegare le mie scoperte di scienziato. Guardando meglio l’animale mi rendo conto che è per via di quel collare, proprio sul chakra della gola, che non riesco a vederlo manifestarsi. Quel collare divide il sentire della mente con il sentire dei chakra nella parte inferiore del corpo. È importante che questa barriera sia rimossa perché l’animale si manifesti. Fatto questo pensiero, il collare scompare e la forma evanescente diventa una tartaruga che mi trasmette la sensazione di antica saggezza.
3° Occhio
Nel giro di pochi secondi arriva di corsa dalla sinistra del mio capo un bel cavallo baio, con una stella bianca sulla fronte che si mette subito a parlare, perfettamente a suo agio, felice e contento per quello che è. Gli chiedo se posso fare qualcosa per lui e lui risponde che vuole ringraziarmi per avergli consentito di esprimersi così liberamente in ogni direzione in tutti questi anni grazie allo spazio che gli ho concesso. È stato proprio bene con me e vorrebbe che tutti gli altri animali potessero sentire questa inebriante sensazione. Mi fa salire sulla sua schiena e mi fa provare l’ebbrezza della velocità che gli ho consentito di sperimentare e che ora desidera condividere con gratitudine mentre si offre di cooperare con tutti gli altri animali.
Mentre sono lì che mi gusto questo momento di riunione con struzzo, cavallo e tartaruga, mi rendo conto che li sto accarezzando con grande senso di familiarità. Loro sono fiduciosi di quel tocco e sembrano capire che quello è il mio modo per rendermeli ancora è più familiari. Mi rimangono impressi i loro bellissimi occhi quieti.
Radice
Laggiù trovo un bimbo mai nato, è ancora nel sacco amniotico ed esce così per parlarmi. Appartiene ad una vita del passato. Sono stata molto innamorata di suo padre per il quale provavo un tale amore, stima, ammirazione, profonda intesa che quando lui è morto ho messo tutte le aspettative in quel figlio, su cui avrei potuto riversare quell’amore. Ma la tristezza per la perdita era così grande che quel bimbo non ha retto e non è mai nato. Così da quel momento ho giurato che nessun altro uomo sarebbe mai entrato nella mia vita e ho sigillato in me quel dolore. Quando ho chiesto al bimbo perché ho paura degli uomini e li disprezzo lui ha risposto che mi ricordano quel giuramento e quel dolore e che non mi permetto di provare gioia con altri uomini. Per superare questo ostacolo avremo bisogno della collaborazione di tutti gli animali.

Pancia
Dalla mia pancia esce una giraffa adulta tutta bagnata, come appena partorita, che mi dice di essere così perché non l’ho mai fatta uscire per timore che fosse troppo brutta da fare vedere fuori, perché rappresenta la mia rabbia. In realtà è molto bella e sarebbe buona cosa vederla correre in giro. È un animale forte e che sovrasta gli altri ma non è aggressiva, quindi potrei liberarla ma mi prendo ancora un po’ di tempo e attendo la riunione di tutti gli animali.
Plesso Solare
Qui vive uno sciame di api che esce dal mio stomaco e comincia a volare freneticamente su e giù. Forma la parola signs, segni, nel cielo e il simbolo di infinito ∞. Poi mi porta in un villaggio del passato in un luogo che mi ricorda l’Irlanda, dove vive una donna sola, che quando si volta verso di me mi mostra un volto sfigurato, che quasi non c’è più e io penso che sia la mamma del bimbo del mio primo chakra.
Quando chiedo alle api di cosa hanno bisogno mi domandano di permettere loro di fermarsi e riposare perché da lungo tempo volano veloci qui e là senza interruzione. Chiedo se hanno qualcosa da dire, e una di loro, che rappresenta il sentimento della pietà per me stessa mi dice che sa di non essere ascoltata.
Corona
Qui vive un albero molto antico, ampio, un baobab, insieme a lui andiamo uno ad uno da tutti gli animali. L’incontro è facile, tutti si muovono con disinvoltura sino alla giraffa che è ancora lì, tutta bagnata e timorosa di muoversi in questo mondo di cui non sa nulla. Per rassicurarla mi prendo cura di lei. La lavo con acqua fresca, la asciugo, e così prendo contatto con il suo pelo morbido, il suo calore, il suo odore. Decidiamo che camminerà al mio fianco nei giorni a venire in modo da avere reciproco conforto nel guardare il mondo.
Alla radice c’è il bambino, ancora nel suo sacco, che stenta a vedere tutti gli altri radunati in attesa che lui esca. Poi tutti fanno un suono, il sacco si rompe e ne esce, non un bambino, ma un giovane uomo. Anche lui un pò disorientato ma sereno.
Il cerchio è completo, ci sono anch’io, ma siamo tutti molto piccoli intorno all’albero che è l’unica creatura statica e desidero che lui bruci, mi sembra un pensiero crudele, e cerco di cancellarlo, ma mi rendo conto che lui è così, immutabile, da tanti anni ed è ora che faccia spazio a qualcosa di nuovo. Mentre lui brucia c’è grande avvicendamento di forme, sembra non uscirne una definita sino a che le api portano fuori dal centro del cerchio uno scoiattolo. Tutti gli altri animali sono stabili ormai, bisogna che io, la giraffa ed il ragazzo passiamo del tempo insieme per guardare noi 3 e il mondo con occhi nuovi. È questo il messaggio che mi viene lasciato.
Ho contratto per così tanto l’utero, come per non perdere quel bimbo che ci stava dentro, che ora ho bisogno di tempo per consentire a tutto l’apparato di muoversi nuovamente.
Non mi è ancora chiaro il rapporto con il ragazzo, come se non avessi molta confidenza, ma so che cominciando con la giraffa arriverò a lui. Con la giraffa è facile, con lei mi sento proprio bene, la abbraccio spesso e mi faccio portare in giro.
8° Chakra
Lassù, non lo avrei mai immaginato, c’è un bellissimo pianeta di cui posso solo vedere l’atmosfera luminosa color argento.
Tutti insieme facciamo il cerchio di guarigione e a turno riceviamo luce dal cuore degli altri. Abbiamo tutti una luce dorata che si diffonde dal petto, tranne il pianeta che emette una luce argento; solo lui resiste brevemente al centro per poi tornare al suo posto come se le nostre energie fossero troppo pesanti per lui.
Le api condividono la luce ricevuta con tutte le api del pianeta creando una sfera che avvolge la Terra.
Alla fine ci sentiamo tutti molto più sereni, leggeri e ottimisti.






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